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Gerardo per gli amici Cheppy

Vivo sul filo della follia perchè credo che bisogna vivere intensamente e non sopravvivere, il mio vivere vuol anche dire non arrivare a domani e rimpiangere un passato diverso, colgo ogni piccola occasione offertami dal fato che pian piano costruisco

cheppy

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non so descrivermi perchè cambio molto spesso il mio stile, la mia indole mi porta a cambiare a mio piacimento tralasciando i giudizi che altro non son che invidie della mente umana
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Michela
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♥~Gr℮tucciα~♥
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CARMEN
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Fernando
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Carla

sono soltanto alcuni dei libri che potrei consigliare per una piacevole lettura
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Benvenuto nella zona dove prendon vita i miei pensieri e le mie passioni!

 

 

Quella che segue  è una poesia dedicata ad una persona speciale  scritta pensando lei:

Col mio tetro mantello muovo nella notte, come un predatore in cerca

della vittima sua.

Accompagnato dal fruscio d’ali, di quella fiera che muovesi alla cieca, scruto

ogni vicolo o vicoletto, in cerca di compagnia dalla quale dissetar posso la voglia

mia di conoscenza, di sensazioni, di sentimenti.

Nella notte dolce trovar vorrei una donna che accompagnarmi voglia nel lungo

mio cammino sino al riposo del mattino.

Fiera malvagia giunta nella quiete di un momento donde il cuor mio saggiando

stava, la solitudine, donde i sensi miei assaporando stavano le fragranze dolci di

una fiera che arriva puntuale al mio appuntamento dopo che la fiera malvagia

riposa le sue membra

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June 15

a stenti nella notte

Affannosi divengon le mie chimere.

In sogno affannoso dimori,

lasciando posto a fato infausto.

Orchi e streghe sono soli.

In questa notte incantata

Raggio di luna tenebrosa

Mi condurrà a loro.

Col cor luttuoso

Col cor rugoso

Superstite di palpiti consacratiti.

Per mancanza tua.

La vampa amorosa,

fievolendo sta.

Angustiato dai sospiri tuoi,

dei tuoi gemiti acrimoniosi,

colgo cocci del mio cuore

pria rutilante

e chiuso in petto di diamante

ora lugubre sbriciolato

su di un prato.

Lussureggianti gli ardori che pria

Cenerivano il prezioso mio petto.

Futilmente suicidi

Ora gli ardimenti.

June 02

Preludio

Mellifluo quell’ultimo raio di sole esanime.

Morente lascia l’empireo a quel preludio

che tanto caro parea.

Sotto sorgiva Luna

accarezzavo le sue vellutate spalle.

Avvinghiando Lei al mio Petto,

 soffocando in poderoso amplesso

 i suoi sospiri.

Plagiandone caducità.

Premevola al mio petto

ghermendo il palpito.

Caloroso l’avvinghiarsi di quei corpi,

seno contro seno,

labbra contro labbra

mani ardite in quella danza infedele,

libere, sfioravan il suo corpo,

la sua chioma,

la sua schiena,

e dolce il brivido che attraversava la mia.

mellifluo quell’ultimo raio di sol Morente

Fioco il suo bagliore sulla sua pelle.

Preludio in tacito albore.

 

May 20

Petalo

Petalo caduco di rosa seppioso.

Del suo seno facesti letto.

Petalo corvin, acerba la tua resa,

teco portando lacrima regina.

Petalo caduco sul suo seno,

dolce effluivio di splendor sopito le donasti

e col cor suo vibrasti.

 

Rovello mi si fruì in fumoso palpito.

Spettator geloso di quel dimorar su lei.

Spettator geloso di quel bagliore

dagli occhi rapitole.

Petalo seppioso onore a te,

degno rivale del talamo apparecchiatole

con nivei petali da centinaia di rose strappate.

Lei Nel ranno sdrucito dal mio cuore

come angelo nero riverbrò le sue ali.

Su di me perse una sol  lacrima.

 

All’occaso del mio essere una sol lacrima

versasti,  pè quel vanto assopito

nessun più canterà quel dolce brio

che loggiava sul tuo viso.

Nessun canto pè quel dolce

Dovizioso petto

che nessun altro rileggerà.

Nel ranno sdrucito dal mio cuore

Perdesti una piuma.

Lambendomi e illudendomi,

lambendomi e sconvolgendomi,

lambendomi e commemorandomi.

Risorgerà il ricordo di quel

Paradiso saggiato nell’inferno,

greto di petali a cullar

i corpi nudi con soli ali tua a coprir

il Paradiso nell’inferno.

 

Col petalo seppioso Ti inebriasti

E col rododendro sorger

Da ranno del mio cuore mi lasciasti.

May 16

angel caduto

Scruto il ciel di lacrime intriso,

di rosso vivo vestito.

C’è solo sangue, lassù,

donde gli occhi miei posanosi

Gemito da tempo assopito

turba il mio animo.

Scroscio di corvin piume

colmano i miei occhi

Pian piano lisciano la mia pelle,

‘nducendomi Emozioni celesti,

eccitazioni demoniache.

Scruto arder lo cielo,

Fulve lacrime scivolan via

in un mescer di

candide e corvin ali.

Effluvio di lotta appesta l’aria,

Dolci, serafici canti combatton il turpe silenzio.

Ignavo osservo,

vile odo.

Ineffabili Urla squarcianomi lo petto.

Scruto il ciel

Mutar aspetto.

Effimero l’istante in cui di tetro abbacinante.

Nessuna stella su nel cielo,

sol cenere di esse riesco a veder cadere.

Sterile quel ciel che sovrasta.

Una sola lacrima versata,

quella d’angelo rinnegatosi.

poscia l’innamoramento

di una musa di nessuno.

Madre di quei versi lacrimati,

messi ad asciugar su carta.

Scruto il cielo in questa notte

E lo tacito chiassor di lassu

Rimembra la dannazione

che mi concerne.

Scruto il cielo rimembrando

la perdita da ali

pria ialine poscia corvine

Pria leggiadre poscia gravi e sgarbatamente pece.

Pria vigorose poscia sfiaccate e caduche.

Scruto il ciel implorando

lo cessar della dannazione mialo cessar dello schieramento mio tra angeli esuli.

May 13

Mi assopisco

Nessun angelo ride per me che

in questa notte scruto il cielo,

nessun angelo sussurra al mio cuore,

lentamente muoio.

Lenito scorgo raggio di luna.

timido raggio a baciarmi.

Lieve tepore sulle mie labbra.

Chiusi i miei occhi,

persi nel cielo cupo, veston

Lei, albeggiante, domani

al scacrificio di una chimera presenzierà.

Da timido raggio di luna baciato,

da dolce alito sfiorato in questa notte.

Lascio che il fremito mi invada il cor e

 l’animo gaudente in un coito d’emozion.

Schiudo li occhi, pallor mi pervade,

poesia tacita su nel cielo, invano

prov