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June 15 a stenti nella notteAffannosi divengon le mie chimere. In sogno affannoso dimori, lasciando posto a fato infausto. Orchi e streghe sono soli. In questa notte incantata Raggio di luna tenebrosa Mi condurrà a loro. Col cor luttuoso Col cor rugoso Superstite di palpiti consacratiti. Per mancanza tua. La vampa amorosa, fievolendo sta. Angustiato dai sospiri tuoi, dei tuoi gemiti acrimoniosi, colgo cocci del mio cuore pria rutilante e chiuso in petto di diamante ora lugubre sbriciolato su di un prato. Lussureggianti gli ardori che pria Cenerivano il prezioso mio petto. Futilmente suicidi Ora gli ardimenti. June 02 PreludioMellifluo quell’ultimo raio di sole esanime. Morente lascia l’empireo a quel preludio che tanto caro parea. Sotto sorgiva Luna accarezzavo le sue vellutate spalle. Avvinghiando Lei al mio Petto, soffocando in poderoso amplesso i suoi sospiri. Plagiandone caducità. Premevola al mio petto ghermendo il palpito. Caloroso l’avvinghiarsi di quei corpi, seno contro seno, labbra contro labbra mani ardite in quella danza infedele, libere, sfioravan il suo corpo, la sua chioma, la sua schiena, e dolce il brivido che attraversava la mia. mellifluo quell’ultimo raio di sol Morente Fioco il suo bagliore sulla sua pelle. Preludio in tacito albore.
May 20 PetaloPetalo caduco di rosa seppioso. Del suo seno facesti letto. Petalo corvin, acerba la tua resa, teco portando lacrima regina. Petalo caduco sul suo seno, dolce effluivio di splendor sopito le donasti e col cor suo vibrasti.
Rovello mi si fruì in fumoso palpito. Spettator geloso di quel dimorar su lei. Spettator geloso di quel bagliore dagli occhi rapitole. Petalo seppioso onore a te, degno rivale del talamo apparecchiatole con nivei petali da centinaia di rose strappate. Lei Nel ranno sdrucito dal mio cuore come angelo nero riverbrò le sue ali. Su di me perse una sol lacrima.
All’occaso del mio essere una sol lacrima versasti, pè quel vanto assopito nessun più canterà quel dolce brio che loggiava sul tuo viso. Nessun canto pè quel dolce Dovizioso petto che nessun altro rileggerà. Nel ranno sdrucito dal mio cuore Perdesti una piuma. Lambendomi e illudendomi, lambendomi e sconvolgendomi, lambendomi e commemorandomi. Risorgerà il ricordo di quel Paradiso saggiato nell’inferno, greto di petali a cullar i corpi nudi con soli ali tua a coprir il Paradiso nell’inferno.
Col petalo seppioso Ti inebriasti E col rododendro sorger Da ranno del mio cuore mi lasciasti. May 16 angel cadutoScruto il ciel di lacrime intriso, di rosso vivo vestito. C’è solo sangue, lassù, donde gli occhi miei posanosi Gemito da tempo assopito turba il mio animo. Scroscio di corvin piume colmano i miei occhi Pian piano lisciano la mia pelle, ‘nducendomi Emozioni celesti, eccitazioni demoniache. Scruto arder lo cielo, Fulve lacrime scivolan via in un mescer di candide e corvin ali. Effluvio di lotta appesta l’aria, Dolci, serafici canti combatton il turpe silenzio. Ignavo osservo, vile odo. Ineffabili Urla squarcianomi lo petto. Scruto il ciel Mutar aspetto. Effimero l’istante in cui di tetro abbacinante. Nessuna stella su nel cielo, sol cenere di esse riesco a veder cadere. Sterile quel ciel che sovrasta. Una sola lacrima versata, quella d’angelo rinnegatosi. poscia l’innamoramento di una musa di nessuno. Madre di quei versi lacrimati, messi ad asciugar su carta. Scruto il cielo in questa notte E lo tacito chiassor di lassu Rimembra la dannazione che mi concerne. Scruto il cielo rimembrando la perdita da ali pria ialine poscia corvine Pria leggiadre poscia gravi e sgarbatamente pece. Pria vigorose poscia sfiaccate e caduche. Scruto il ciel implorando lo cessar della dannazione mialo cessar dello schieramento mio tra angeli esuli. May 13 Mi assopiscoNessun angelo ride per me che in questa notte scruto il cielo, nessun angelo sussurra al mio cuore, lentamente muoio. Lenito scorgo raggio di luna. timido raggio a baciarmi. Lieve tepore sulle mie labbra. Chiusi i miei occhi, persi nel cielo cupo, veston Lei, albeggiante, domani al scacrificio di una chimera presenzierà. Da timido raggio di luna baciato, da dolce alito sfiorato in questa notte. Lascio che il fremito mi invada il cor e l’animo gaudente in un coito d’emozion. Schiudo li occhi, pallor mi pervade, poesia tacita su nel cielo, invano provo ad afferrarla per farla mia. Lentamente muoio, ultimo sospir per stanotte. Accasciatomi a terra lascio cullarmi dalle morfee braccia. Lascio cullarmi in un sogno, lascio pervedermi dal ricordo di notte passata in quella alcova donde diana stella non era una chimera. Nessun angelo ha riso per me in questa notte, nessun angelo ha sussurrato, nessun angelo sol l’attesa d’Eos che doman elegiaacamente mi sveglierà per infliggermi la realtà. May 09 battiti di un cuore.....Il ricordo di un battito assopito nel cor sta, di colui che esule giace nella notte, amar errar lo porterà sotto le fronde di un salice piangente, in riva al mar, donde riecheggiante lo farà obliare nell’intelletto che ancor compete. In riva al mar altro non odrà se quel che le virgin sirene canterann. In un ode salirann le loro voci. Decantando la loro bellezza, l’eremo scorderà, quel core acceso, quel core colorito, che dimorava in lui tempo fa, quando la dolce sua vita era ancor un dolce coglimento e un piacevole ardimento. L’eremo scorderà quando le sue possenti man carezzavan la delicata teca che possedeva, spasmodiche le carezze che porgeva, esagerati i suoi baci, a quella teca che portata via gli fu, da un dolce alito. Al battimento d’ali angeliche, accompagnate da un melodioso canto la sua amata cavalco lo sole, per combatter le tenebre che ora gli avvolgono il core. Il ricordo di quel battito assopito Porterà il misero viandante, delle tenebre Verso la luce, accompagnato da quel canto. Virgin sirene lo prenderan per mano in codesta notte. Verso il fondo degli abissi lo scorteranno, per dividere il corpo logorato dallo spirito innamorato. May 07 Il FruttoSotto un brun ramo sto, osservo la Madre intorno a me gioire in molteplici forme, sotto vermiglio ramo sto, osservo la Man materna accompagnar il figlio suo verso il Frutto prelibato che su di un alto ramo sta. Pensoso e mesto nei discernimenti rimembro ancor a quel succulento Frutto, gustato tempo fa da soffici mani offertomi, rimembro ancor quando per pria volta lo accolsi, come saetta folgorò la mia lingua, la mia bocca ancora umida di quel sapor eterno ed intenso, rimembro ancora quando, reprimendomi, soffermavo il gusto, quando con gentil mano carezzavo la soffice scorza che la copriva e con gesti sapienti arrivavo al cor. Sotto un brun ramo sto, osservando eremo quel Frutto colto da istintivi individui, con gesta inumani s’abbandonano alla scorza, lasciando il cor assorto libero di scivolar in mani altrui per coglier apprezzamento. Sotto vermiglio ramo sto, quando fragrante alito soffia su me, inducendo il sapor di quel succoso cuore lacrimante, che coglier vorrei nella mia bocca e tra le mie mani per poter ancor provare quell’emozione folgorante che trafigge il petto mio come scolaretto alla prima cotta. Sotto brun ramo sto, osservando e rimembrando il gusto di quel Frutto. May 04 buioScrolla il tetro che t’abbraccia, prendi per man la luce, calvalcando quel raio di luna splendono. Cavalca il raio che t’esalta. Giungi al trono che ti spetta, li troveraimi ad attender l’attingere di sorgiva vita. Giungi al trono che ti spetta, li troveraimi con man ferma a stringer Lei, carnefice della mia dannazione. Giungi al trono tuo lambiscimi, aspergimi, li troveraimi a porger rosa in man rorida. Giungi al tuo trono, per man prendimi svela il soffocante buio, Giungi in sella all’argenteo destrier e teco portami lontan dal buio che del cor mio si sfama. Luminosa giungi nel torpor della mia quiete e teco portami nella luce che, m’abbacina, teco portami alla fonte dove dissetar l’animo arido. Scrolla il tetro che t’avvolge e a salvarmi giungi. May 02 IndoleZampillante lo sangue, goccia dopo goccia lascia lo corpo, seco portando istanti di vita mai vissuta. Stentar, ciò che la mia favella urla alla signora di corvin vestita. Stentar l’oto d’udir di candide voci il coro. Istanti di logori pene lascian lo corpo. Zampillante lo sangue che m’abbandona lasciando loco a fluido vital novo, come sanguinante luna, muoio, per risorgere più forte quando dolce battito animerà lo petto mio. May 01 istanteCaduco quell’istante, quando attender ci spetta la diana stella attender, Vorrei, che trafiggermi lo cor potesse. Effimero attimo di silenzi sfiancato, donde l’animo mio potesse per man prendere lo tuo Ed in semplice spiegar di ali volare su nel cielo donde dolce luna more. Caduco quell’istante in cui lo cor potesse palpitar e non sanguinar amore. Caduco quell’istante che viver vorrei accanto a te per poter sfiorare il generoso tuo petto. Caduco quell’istante, ma risoluto il soffio vitale che ci dissente. April 24 chi son io???Se vero fosse, il verbo di colui che asserì, che l’uomo gode di libero arbitrio differendosi da bianche voci, chi son dunque io, un angelo? Che di rancor colmo l’animo?!? Acredine per viltà mostrata dal cor mio Nel non saper trovar dolci frasi per amar. Chi son io dunque un angelo caduco in terra?!? Cosa fa l’animo mio, rinchiuso in queste mortali spoglie.
Oh luminoso astro, emblema d’amor romantico lumina la via, ‘finchè il mio essere non sia mito, ‘finché possa accertar la mia vera forma. April 16 supplica di una notteSilente la notte Che mi culla
Non si ode un verso Su pè la foresta
Sotto vecchio salice Pongo le stanche Mie membra
Arcano tacito Mi ‘nduce Ad agognato riposo
donde lo cor mi Si apre, lasciando Danzar l’amor Su pè la mia testa Donandomi chimera
L’animo s’innalza Sul mio corpo Per entrar in un turbinio Di passion
E su, nella mia testa Ricevimento d’emozion Si svela.
Dormo beato e impavido pè le fiere Della foresta.
Paventar sol Mi turba che Lo sol Doman non splenda.
L’ sol, doman splenda Su passi che Mi spettan Pè giunger donde L’animo porga La man alla gemella.
Oh selena che Da lassù, il sen Ti si gonfia Pè quel figlio Tuo, che qui In terra smarrito Nel cammin s’attarda.
Proteggilo ‘finchè L’occhi sua non versino sol Tristezza.
Eros cugino, trafiggi lo cor c’arpie non hann scalfito col lor beccar. April 15 Dolce mattin crudeleQuali lacrime, quali lacrime verserann Li occhi tua se, Lo cor non palpita più per me.
Quali lacrime cadranno, in dolce mattina.
dolce l’aleggiar dell’olezzo lasciato in passata notte
dolce il profumo sulla corvin seta del nottal giaciglio
testimone della nostra notte. Come dolci rose avvinghiati, Caldo il tuo seno sul Mio petto.
Intense e delicate Le man tue sul corpo mio.
Imponenti divenner Gli artigli che affondasti Pè lo cor rapir.
Dolce il profumo tuo su corvin seta.
Notte d’union pe Le nostre anime
Anime abbracciate, ad inneggiar un sol canto Anime perse, in un fiume di passion
Anime turbate, dal mattin che incombette su quel giaciglio
Dolce il risveglio che mi offristi al fianco tuo. Crudele il dì entrato.
Dolce si il profumo tuo lasciato crudele l’abbandono dell’animo mio nel tetro oblio.
Donde gelide mani cattureranno l’animo gelando l’emozioni.
Dolce il risveglio ma crudele il mattino Crudele il risveglio ma dolce il mattino
Tra corvin seta intrise del profum tuo. Tra mura ancora riecheggianti li dolci tuoi sospiri. April 09 premio ricevuto<a href="http://d-mensione.blogspot.com/2008/01/premio-d-eci-e-lode.html" target="_new"><img alt="Premio D eci e lode" src="http://bp1.blogger.com/_99Y097eAQYg/R4yfLrwdnAI/AAAAAAAAALk/WW_Kys2uouk/S150/premio10elode.gif" width="112" /></a>
premio assegnatomi da una carissima amica di spaces, che vi invito ad andare a trovare, per saggiare di ottime composizioni, e di respirare del buon ottimismo, :
April 07 Nei meandri mieiNei meandri del cor mio, danzo festosamente solo, dedalo quel pensier che mi sturba, mentre l’animo che mi cinge smania, |