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Gerardo per gli amici CheppyVivo sul filo della follia perchè credo che bisogna vivere intensamente e non sopravvivere, il mio vivere vuol anche dire non arrivare a domani e rimpiangere un passato diverso, colgo ogni piccola occasione offertami dal fato che pian piano costruisco |
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sono soltanto alcuni dei libri che potrei consigliare per una piacevole lettura
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Benvenuto nella zona dove prendon vita i miei pensieri e le mie passioni!
Quella che segue è una poesia dedicata ad una persona speciale scritta pensando lei:
Col mio tetro mantello muovo nella notte, come un predatore in cerca
della vittima sua.
Accompagnato dal fruscio d’ali, di quella fiera che muovesi alla cieca, scruto
ogni vicolo o vicoletto, in cerca di compagnia dalla quale dissetar posso la voglia
mia di conoscenza, di sensazioni, di sentimenti.
Nella notte dolce trovar vorrei una donna che accompagnarmi voglia nel lungo
mio cammino sino al riposo del mattino.
Fiera malvagia giunta nella quiete di un momento donde il cuor mio saggiando
stava, la solitudine, donde i sensi miei assaporando stavano le fragranze dolci di
una fiera che arriva puntuale al mio appuntamento dopo che la fiera malvagia
riposa le sue membra
March 05 ---------Cammino nudo. Muovo passi, in silente introspezione. Incuria mia nell’aspetto.
Cammino nudo A vestirmi un sol sorriso. Radioso e fiammeggiante. Muovo passi incurandomi Di quelle sottili lame che muovonsi, agitate con maestria, e da menti inuse sfoderate.
Dardi quei pensieri a lacerare La carne mia. Nessun dolore A quel scorrere di mieloso Fluido vitale.
Fiero schino il capo Cammino nudo Con sol sorriso a coprirmi. Incurante di quei dardi.
Fiero seguito la mia pazzia che tanto m’appaga. Espongo il cor che tanto palpita A colei che con pazzia sua Sappia tacitamente accogliermi tra le sue braccia. Espongo il cor a colei che dei suoi sguardi faccia vestiti miei. Espongo il cor a LEI Che che impugni comprensione nei miei Gesti, nelle mie parole, nei miei pensieri, nei miei sentimenti.
Camminavo. Nudo. Ora LEI vestemi. March 03 Anima mia gemellaTeneri sguardi si intrecciano, teneri sguardi cavalcan rai di Selena figli.
Soffici iridi schiudonsi a celebrar La beltà altrui.
Silenti mani scivolano sulla pelle, in armoniosa tacita danza. Furtive carezze salgono, in ineffabili sensazioni.
Caldi sussulti gelidi, passeggian sulle nostri carni; In trascendere di emozioni coitanti.
Gli umori dei nostri corpi scappan via, da noi stessi. In esplosione di fragranze, sapori, che di candido inebrian l’aire.
Scorre la man mia sul setoso corpo che, prigioniero è, dell’anima mia gemella.
Scintillante, rovente, lo sguardo suo Albina luce trasmodante nei miei occhi. Faro nei miei, guida spirituale. Riverbero della mia vita, a lei Mi ‘nduce.
Anima mia gemella Mescitimi, in trascendere di sensazioni, emozioni, in corona di rosee fragranze dai nostri corpi fuggiti. di splendide danze dalle nostre mani, dai nostri corpi inscenate. ........Giace la dolce mia adorata, su quel che da giaciglio nottale farà agli scrigni che del nostro ego. Giace con sorriso adorabile, tra braccia avvinghiando, le pargole sua. Giace la mia amata con occhi gonfi d’amore
Stille dolci scorreranno su questo talamo, ove le nostre anime Tramite nostre mani danzeranno felici, i nostri corpi attorcigliati si scalderanno Giungendo a Morfeo cospetto Ad impetrare un sogno Realtà specchiante. January 20 ....Nel concitato mio vespro, dimoro nel mio petto, su giaciglio fugace stante, scruto il domani, teco. Scruto il cielo di tante luci adornato. Gelido alito smuove l’aere. Nel concitato mio vespro, dimoro nel mio seno.
Sussultante il mio cuore. Lascio il vibrar dei miei giubilii pensieri. In concitato mio vespro, lascio cadere Stilla dorata. Stilla dorata a rigar le mie gote.
Nel concitato mio vespro, su giaciglio fugace, Malinconico, di quei momenti felici, Che tu sola hai saputo regalarmi, rivendico il diritto mio di vederti sorridere. Rivendico il diritto mio di saperti felice. Rivendico te.
Nel concitato mio vespro, saprò aspettarti al tuo risorgere, come araba fenice, dalle ceneri dei tuoi giorni più belli tanto vicini e tanto lungi in tuo senno.
Nel concitato mio vespro dono alla stilla mia fidata tutto L’amore che ella possa racchiudere. Intenso quell’amore sfiorerà la terra Donde stilla si poserà. Intenso quell’amore, accarezzerà, il manto che la rapirà Lasciando nascere una rosa dal sapor d’amore.
E passato il vespro mio concitato te ne farò dono mia dolce vita. January 11 ....Con l’elsa ben salda nel mio pugno, sfodero il mio cuore per farmi largo nel fluito tuo. E con l’animo corazzato squarcerò gli scheletri che t’attanagliano. Con l’elsa ben salda nel pugno e lo scudo d’amor a ripararmi donero teIl mio eterno per farti sorridere. January 02 OrfeoSei venuto a convincermi, a biasimarmi, per ciò che non ho ancora imparato. Sei venuto a riprendermi, Orfeo malato. Forza e coraggio, impongon il tuo canto eccelso. Portami con te Non voltarti, non fermarti, conducimi alla luce del giorno portami con te, verso il nuovo albore, non lasciarmi. Io sono addormentato ma sento gia il calore. È il momento di svegliarmi, è il tempo di rinascere, è il tempo di gustar le sue mani che addosso mi danzan. Ed è un caldo richiamo, perché, ho bisogno di svegliarmi. È tempo di rinascere. È tempo di ritornare a prendermi cura di lei. Ritorno alla vita. Orfeo sei venuto a difendermi, A liberarmi, Imponendo oltre modo la tua ostinazione. Sei venuto a riprendermi, Eroe distratto, Da voci che inducono a tentazioni “il varco” è vicino, ed io, gia sento il tepore delle labbra mia che sfioreranno le sue, che accanto giace nel giaciglio nostro nottale. December 29 .....Nel cuore della notte, sento masticare il cor mio. È il rancore, che Nutresi dell’animo mio, notte dopo notte.
Notti in cui dolci lacrime Rigan il mio viso, schiantandosi In terra, co’lor portando ogni passione, sentimento che giorni addietro il cor mio colmarono.
Sentimenti, passioni in notti Come queste divengon nutrimento pè, quella fiera spavalda che nemmen del candore della Luna e delle stelle si intimorisce.
Stelle che notti fa furon mie compagne. Stelle che luminaron Il cammino mio nel vagar senza meta, Che il fato mi designò.
Fato nefasto, che presentommi come candido Angel, suscitando al cor mio Giubilio eterno; con parole di amore e di speranza.
Effimere divenner quei giorni, quando Come cener di stelle tutte le verità caddero Su di me, rivelando quell’angelo bianco Pè quel che era, divin presenza Che notte dopo notte torna a me.
Tornerà ancor lo so, sin quando le carni Mia lacerate non saran sole. Sin quando le carni mie logorate Non giaceranno immobili in quel nottale giaciglio. Come un cervo giace inerme al corso della sua vita, su quel prato che poc’anzi Lo vide scorazzar propizio.
Addentasti me a piccoli morsi. Addentasti me come pomo succoso, Appen colto da quel ramo cadente.. Addentasti e non ti curasti di cio che provavo.
Come succoso sidro, Rigava il tuo viso Il sangue mio.
Fluido vitale pulsante, Intenso nel suo tono, intenso di rossor come intenso fu il sentimento mio che pian piano nutrii.
Leccasti l’ego mio, Leccasti l’animo mio, Come dolce miele
Dolce miele, come dolci son le parole Sussurrateti, dal cor mio nel lento Cammin che mi condusse a nuova vita.
Dolci le parole mie sussurrateti in rossa Passion e con ialine castità
Addentasti e leccasti, come dolce Fiera ti sfamasti, Mi amasti
Addentasti me come or io Addento te
Giaci in giaciglio nottale, ed io altezzoso nel mio talamo mi assopisco, lentamente, in mielato leccar la chimera che Morfeo mi ha serbato. In nuova visione onirica affilo i denti per mordere i tuoi passi antri. November 30 "nessun titolo" (incompleta)Soffia, soffia, con tutto il vigor tuo, eolo.
Soffia in questa notte, l’animo mio è funesto. Soffia eolo l’ego mio è incompleto. Soffia eolo il cor mio è stillosamente mesto. Soffia eolo, i discernimenti, son soffici ed i pensieri, duri, teneri e crucciati, son tanti.
Soffia ordunque perché son questo, stanotte. Poscia lo partir della giovine bella mia morosa.
Celate nubi, da figli di eolo portate, la rubiconda di Selena figlia. Luna splendente Dal sapor di niente Illumina questa notte, ove non posso specchiar le Stelle negli occhi suoi. Giungi Morfeo a rapir Il mio essere, che inquieto sta.
Corri apollo a portar tuo figlio, su di quel carro alato, A rubar trono alla Luna. Diana Stella splende su nel cielo anche se fioca la sua Luce, indicherà il passo, Corri Apollo a portar tuo figlio che splenderà per poco.
Correte ore, corrente giorni, lasciate che il mio essere si plachi tra le braccia di coLei che tanto vital per me è divenuta. Essenza di mia Vita mi manchi. November 24 ..BELLA D’ESTATE..Nel meriggio d’estate, levo lo sguardo, all’oscur ciel.
Stelle brillose pallidiscon l’orbite, ilote cingendo Luna. Splendosa la vision che m’appare.
Setoso fiume scroscia Su quel collo suadentemente. A risaltar ambrati occhi su quel prezioso viso. Due labbra a ricordar il rubino. Ed un sorriso onde cullar lo stanco core.
Lo verbo allor animò le labbra mie Sul vuoto stantie
Rosse fiamme coloraron gli echi melodiosi di quell’arcaico oblio, ardente favella d’amor quella che colmò il vuoto,
vuoto che mi ondeggiò, vuoto che fugge dal discernimento mio lasciando trono ad apetir ardente
apetirei sul vuoto piegar lo capo mio sul virgin seno tuo e con dolce dire sedurre l’anima che ti veste. November 21 A DomaniLanguidi sguardi si inerpicano sulle gote sue ardenti, dolce tepore quando le labbra nostre sfioransi in un nimbo splendente. Amare quelle lacrime, sgorgate da i nostri palpiti per l'acerbo lontanarsi di questa notte degli animi nostri.
l'ego mio sol rimasto, in solitudine affoghera, un chimerico pensier sfogliera, nel senno che mi conduce.
Amare lacrime, languidi sguardi, colmeranno quel chicco di sabbia che con boato scoccherà il saluto.
Ardente anelito, il cor mio sfamera, l'eco del suo battito udir nel seno suo, tanto generoso e profondo, rimembèrera la sera.
Braccia slegansi dal cingerla forte al mio costato, questa l'ultim visione che mi seguita,
perché espero non ha brillato su di noi questa notte, perché quel chicco nefasto l'abbiam udito??
o viltà in tutta la tua ferocia aggredisti noi, nel non aver coraggio a sfamar mattana nostra. a rimaner uniti, in complici sguardi, teneri abbracci, candidi baci e intensi silenzi, turbati dai chiassosi animi nostri danzanti felici su a salir alle stelle, sino a toccar le più belle.
O turpe notte scorri veloce lascia al di il tuo potere finché possa ritrovarla e tra le braccia, stringere. November 19 tacito giorno (tento tornar a comporre anche di malinconico)Nella requie del mezzo di Su di un macigno stante, ascolto il Chiassoso oblio. Da un nudo bosco, tra rossi rami caduchi su di Manti fogliati lascerò denotarmi il passo Rosso, giallo il cammino che presto intraprenderò Su per un monte tacito e irrequieto, colgo forze e pensieri, per solo non stare nel mio errare. nella requie lascio l’ego mio danzare su di un ramo, nella sua felicita correr dietro uno scoiattolo impaurito, nella requie ascolto il mio pensiero che di sano nulla tiene, nella requie che mi circonda irrequieto ciò che mi veste, scaldo passivo il macigno, pria di lasciarlo al gelido imbrunire. Ove nessun raggio scalderà la mia schiena.
Unico battito del cor mio A richiamar quel gioioso animo, e nel tacito mio essere placido e irrequieto, svelo gli occhi dalla visione inenarrabile del mio monte, padroneggio cuore, anima e mente, e mi inerpico su per il monte della vita. November 17 rientro..notte...risveglioIn gabbia sua d’orata Tornerà, il cor mio palpitante. In torso agognante piangerà al crepuscolo di ogni incontro, quando con me non ci sarai. il seno mio trasparrà rubin lacrime cristalline. In gabbia sua d’orata, a metà palpiterà per mancanza tua. In gabbia sua d’orata Tornerà Il cor mio a metà palpitante Mesto e mordente reminescenze.
Di me vestirà l’animo infausto della sera, la man del tuo lascerà, dopo tanto aleggiar sui nostri capi, vibrante in me riverbererà l’ultimo ansimante sospiro che l’animo tuo regalerà con dolci labbra tue a sfiorar le mie. Di me vestirà L’animo infausto della sera Rammentando le dolci parole Urlate, sussurrando all’ego che or ti veste. In me recluso, l’animo ansimante; sino, all’eos intravedere, in chiassoso silenzio, si inebrierà di quel raggio di sole che accendendo le tue stanze ti sveglierà, accarezzando le gote tue. In gabbia sua d’orata allora il cor mio Si aizzerà e come nell’eden Rinato nudo sarò al cospetto tuo, s’in quando come serpe la dura realtà ricorderà me la distanza che ci separa.
Palpitante, felice il cor mio sussurrerà All’animo prigioniero mio,l’AMI. November 15 quando non sei con me... (dolce ariel)Al sol pensier di te, Lungi da me, il cor vibra come penzola foglia da ram morente. Vibra come caduca foglia lo cor. Scosso d’alito d’angelo, Nel di d’autunno. Dì d’autunno propizio All’animo mio pè Catene scioglier, librarsi sul mio capo e con dolce mano da cuscin fare. L’animo mio diverrà quel ramo Che in eterno lascerà Vibrar la foglia. Giammai ingiallita Diverra, di rubin colore Resterà il mio cuore. Vibrerà, vibrerà, Il mio cuore, Mai si fermerà. E con melodico dire suonerà in petto le dolci parole: AMORE ETERNO, PAZZIA, VITA. Nel dì d’autunno cadon foglie, e la mia foglia lascerà giammai quel ramo Attendera la rinascita, ogni volta di quel dolce Frutto, che mielato saggerà giorno dopo giorno nell’eterno. Nel dì d’autunno l’animo mio prenderà per mano il tuo e con fare gentile Alle stelle lo condurrà a brillar con le più belle. Nel dì d’autunno cor mio fausto palpiterà la fin di un sogno che dopo tanto ansimar diventato realtà. T’AMO notte dal sapor di magia· Abbacinanti bruni occhi tuoi danzan, festosi in notte sacrale. Nivei di rose petali cospargon il tuo cammino.
in notte propizia, In tacito chiassor, gli occhi tuoi in divin corpo incastonati,
dardeggi tra olezzanti fiori, in armonia divina.
Abbacinanti bruni tuoi occhi sostan, a contemplar lo fiore Che epica man t’offre.
Nel dolce ondeggiar Brusii di voci sussurran ‘l tuo animo:
Questo è il fiore che aria lo nutre petalo di luce dove danzano le fate . questo è il sole che tramonta in una mano. Questo è un dono Che non è niente Ed è la vita stessa. notte qualunque....Scorgo la Luna In notte qualunque, scorgo la Luna , scruto le Stelle, senza te.
Core mio, spiega l’ali ad accender stelle. Brillose su nel ciel, donde di più belle non c’è ne.
Stelle vergognose Intimorite dalla bellezza Che ti armeggia.
Come rubineo petal sovrano, del cor mio facesti letto. Come stilla d’angelo Dell’animo mio facesti sorgente in un un deserto arido d’amor. A Te consacro la vita mia, in cerca di te scruto il ciel.
In cerca di te il cor mio vola libero, con prece forte a spezzar catene, della malinconia che m’attanagliano quando non ci sei. November 14 Anche il paradiso può essere un inferno.Inondato di sensazione meravigliosa in seno, lascio il mondo continuar girare, siedo pensoso sulla cima di una nube, ove il brusio degli angeli è l’unico a disturbar. Di giorni magici la mente è immersa a ricordar, quando il cor palpitava veloce al solo vedere il tuo sorriso, i discernimenti tediosi non accarezzavan i nostri geni. Pazzerelloni libravam nell’aria lasciano il cor battere all’unisono.
Ed ora pensoso la mestizia del momento ha lenito il paradiso che mi investe. Pare il cor lacrimare. Granuli di sabbia scorron pesanti nella clessidra, e tu non ci sei. ‘flessoso per ciò che m’assale Od l’ali streme, in cor patema divorar. Forzato, volo libero, precipito. Occhi serrati a rimirar la mia dolce ariel. In cor cio che m’attanaglia arde. Cos’è??? O meh ignorante possa esser questo: amore, o qualcosa di diverso, cos’è non so ma so che vivrei con esso per l’eterno, e in noi scoprirei l’empireo. September 15 Taci mondo (Ariel ti amo)Scihh!! Taci mondo, non disturbar il volo di due anime ialine. Scihh!! Taci, non disturbar il vibrar di due cuori innamorati, che liberi da ogni astio, purati da ogni rancore; volan liberi all’unisono. Taci tempo ferma il tuo scorrere, quando l’anime innamorate si vedranno, come danza fedele di quelle due mani, si sfioreranno, s’accarezzeranno, si avvinghieranno tra loro. Anime perdute nel tempo Perse nei luoghi. Anime unite come le dolci labbra che sfioransi. Taci mondo perché Loro son sordi A cio che con impeto urli. Ferma tempo, perché Lor col lor amor Saranno eterni. August 25 Tanti auguri a meSmembrando carni mie, granuli di sabbia scorron piano nella clessidra. Logorandio il cor mio, lancette si rincorron pian piano. Saviando e martoriando l’animo mio Le stagioni si ripetono.
Smembrato, logorato, saviato e martoriato attendo odendo il fragore del tempo fuggevole, la fine di combattimenti miei tra mestizia e gaudenzia. ‘saporo gusti mielatamente amari Di giorni che mi consumano.
Attendo, attendo.
Che cosa attendo?! Se poi nel giorno mio Natale Non son grave nei discernimenti miei. Attendo, cosa Attendo nel giorno mio Natale. Saria forse più gaudente Se gli occhi miei potessero Lacerare le carni di colei che tanto Fa battere il sen mio?!. Attendo…. Che cosa Attendo?! Attendo forse la dolce, prava Corvin signora a lenir Gli squarti miei? ATTENDO, attendo. June 15 a stenti nella notteAffannosi divengon le mie chimere. In sogno affannoso dimori, lasciando posto a fato infausto. Orchi e streghe sono soli. In questa notte incantata Raggio di luna tenebrosa Mi condurrà a loro. Col cor luttuoso Col cor rugoso Superstite di palpiti consacratiti. Per mancanza tua. La vampa amorosa, fievolendo sta. Angustiato dai sospiri tuoi, dei tuoi gemiti acrimoniosi, colgo cocci del mio cuore pria rutilante e chiuso in petto di diamante ora lugubre sbriciolato su di un prato. Lussureggianti gli ardori che pria Cenerivano il prezioso mio petto. Futilmente suicidi Ora gli ardimenti. June 02 PreludioMellifluo quell’ultimo raio di sole esanime. Morente lascia l’empireo a quel preludio che tanto caro parea. Sotto sorgiva Luna accarezzavo le sue vellutate spalle. Avvinghiando Lei al mio Petto, soffocando in poderoso amplesso i suoi sospiri. Plagiandone caducità. Premevola al mio petto ghermendo il palpito. Caloroso l’avvinghiarsi di quei corpi, seno contro seno, labbra contro labbra mani ardite in quella danza infedele, libere, sfioravan il suo corpo, la sua chioma, la sua schiena, e dolce il brivido che attraversava la mia. mellifluo quell’ultimo raio di sol Morente Fioco il suo bagliore sulla sua pelle. Preludio in tacito albore.
May 20 PetaloPetalo caduco di rosa seppioso. Del suo seno facesti letto. Petalo corvin, acerba la tua resa, teco portando lacrima regina. Petalo caduco sul suo seno, dolce effluivio di splendor sopito le donasti e col cor suo vibrasti.
Rovello mi si fruì in fumoso palpito. Spettator geloso di quel dimorar su lei. Spettator geloso di quel bagliore dagli occhi rapitole. Petalo seppioso onore a te, degno rivale del talamo apparecchiatole con nivei petali da centinaia di rose strappate. Lei Nel ranno sdrucito dal mio cuore come angelo nero riverbrò le sue ali. Su di me perse una sol lacrima.
All’occaso del mio essere una sol lacrima versasti, pè quel vanto assopito nessun più canterà quel dolce brio che loggiava sul tuo viso. Nessun canto pè quel dolce Dovizioso petto che nessun altro rileggerà. Nel ranno sdrucito dal mio cuore Perdesti una piuma. Lambendomi e illudendomi, lambendomi e sconvolgendomi, lambendomi e commemorandomi. Risorgerà il ricordo di quel Paradiso saggiato nell’inferno, greto di petali a cullar i corpi nudi con soli ali tua a coprir il Paradiso nell’inferno.
Col petalo seppioso Ti inebriasti E col rododendro sorger Da ranno del mio cuore mi lasciasti. May 16 angel cadutoScruto il ciel di lacrime intriso, di rosso vivo vestito. C’è solo sangue, lassù, donde gli occhi miei posanosi Gemito da tempo assopito turba il mio animo. Scroscio di corvin piume colmano i miei occhi Pian piano lisciano la mia pelle, ‘nducendomi Emozioni celesti, eccitazioni demoniache. Scruto arder lo cielo, Fulve lacrime scivolan via in un mescer di candide e corvin ali. Effluvio di lotta appesta l’aria, Dolci, serafici canti combatton il turpe silenzio. Ignavo osservo, vile odo. Ineffabili Urla squarcianomi lo petto. Scruto il ciel Mutar aspetto. Effimero l’istante in cui di tetro abbacinante. Nessuna stella su nel cielo, sol cenere di esse riesco a veder cadere. Sterile quel ciel che sovrasta. Una sola lacrima versata, quella d’angelo rinnegatosi. poscia l’innamoramento di una musa di nessuno. Madre di quei versi lacrimati, messi ad asciugar su carta. Scruto il cielo in questa notte E lo tacito chiassor di lassu Rimembra la dannazione che mi concerne. Scruto il cielo rimembrando la perdita da ali pria ialine poscia corvine Pria leggiadre poscia gravi e sgarbatamente pece. Pria vigorose poscia sfiaccate e caduche. Scruto il ciel implorando lo cessar della dannazione mialo cessar dello schieramento mio tra angeli esuli. May 13 Mi assopiscoNessun angelo ride per me che in questa notte scruto il cielo, nessun angelo sussurra al mio cuore, lentamente muoio. Lenito scorgo raggio di luna. timido raggio a baciarmi. Lieve tepore sulle mie labbra. Chiusi i miei occhi, persi nel cielo cupo, veston Lei, albeggiante, domani al scacrificio di una chimera presenzierà. Da timido raggio di luna baciato, da dolce alito sfiorato in questa notte. Lascio che il fremito mi invada il cor e l’animo gaudente in un coito d’emozion. Schiudo li occhi, pallor mi pervade, poesia tacita su nel cielo, invano provo ad afferrarla per farla mia. Lentamente muoio, ultimo sospir per stanotte. Accasciatomi a terra lascio cullarmi dalle morfee braccia. Lascio cullarmi in un sogno, lascio pervedermi dal ricordo di notte passata in quella alcova donde diana stella non era una chimera. Nessun angelo ha riso per me in questa notte, nessun angelo ha sussurrato, nessun angelo sol l’attesa d’Eos che doman elegiaacamente mi sveglierà per infliggermi la realtà. |
solo alcune piccole perle della musica che amo da impazzire in base agli stati d'animo che mi travolgono
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